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Le intermittenze della morte - Josè Saramago


Anno di prima pubblicazione: 2005

Edizione letta: 2013, Feltrinelli

Nazionalità autore: portoghese

Numero di pagine: 224


Per il mese di marzo il nostro Bookclub ha letto questo romanzo di Josè Saramago. Per alcuni di noi era il primo approccio alla sua scrittura, altri invece avevano già letto altre sue opere, come per esempio la più famosa “Cecità”.


La maggior parte di noi concorda su un punto: non è un libro che scorre facilmente. Lo stile di Saramago, con frasi lunghe, dialoghi senza virgolette e un ritmo volutamente irregolare, ha diviso il gruppo. Alcuni lo hanno trovato affascinante, altri faticoso, quasi stancante, e questo ha inciso sul coinvolgimento generale.


Anche i contenuti hanno suscitato reazioni diverse. La componente più politica e satirica, pur ricca di spunti, non ha convinto tutti: a qualcuno è sembrata eccessiva o emotivamente distante. Al contrario, quando il romanzo si avvicina a dimensioni più intime e relazionali, molti di noi hanno percepito una maggiore partecipazione, trovando momenti più toccanti e significativi.


Nel complesso, però, il giudizio è positivo. È un libro che non lascia indifferenti e che, proprio grazie alle sue imperfezioni, ha stimolato discussioni vive all’interno del gruppo. Dal punto di vista filosofico, il romanzo ci ha portato a riflettere su un’idea fondamentale: la morte non è solo una fine, ma una condizione che dà forma alla vita stessa. Senza un limite, il tempo perde valore, le scelte perdono urgenza e anche i legami rischiano di svuotarsi. Forse è proprio la finitezza a rendere autentica ogni esperienza. Ed è in questa tensione tra vita e limite che il romanzo colpisce davvero nel segno.



Voto: 7-

 
 
 

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